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IL RISVEGLIO ALLA NON DUALITÀ E IL VIVERE DAL RISVEGLIO


Non dualità è il semplice riconoscimento che non c’è un individuo separato nella forma umana che sia autore delle azioni, ma solo una Coscienza unica che si muove in tutte le forme.

E’ il riconoscimento del Vuoto che crea a partire da stesso ogni cosa.

Quando questo riconoscimento avviene non succede al personaggio ma alla Coscienza stessa. Quella che chiamo integrazione è la stabilizzazione di questo riconoscimento nel senso che l’oscillazione nell’idea di essere qualcuno di separato (con tutti gli schemi che questo comporta) è visto solo come una attività della Coscienza e non come realtà.

Nella mia esperienza questa oscillazione comporta l’emergere di schemi e strutture ripetitive che emergono per essere dissolti alla luce del riconoscimento di ciò che siamo.

I “danni” per così dire di negare un processo di integrazione è che quando questi schemi emergono ci si attacca al sapere la verità per evitare di sentire la sensazione che tali schemi possono comportare.

Allora ci si attacca alla teoria e si nega l’evidenza, ad esempio una vita del tutto basata sulla separazione sebbene si sappia che non c’è nessuno nella forma. Ecco che la vita spirituale diventa solo frasi fatte senza sostanza e non corrispondono al modo in cui la vita si manifesta.

Nel mondo della non dualità negli ultimi anni questa esigenza di integrazione è emersa a più livelli e adesso quasi tutti gli insegnanti ne parlano.

La stabilizzazione non accade attraverso direttive o scelte dell’apparente persona ma attraverso l’approfondirsi della comprensione (che è Coscienza) della Consapevolezza di se stessa. Quando Tu (inteso come Se o Consapevolezza) sei ignorante di ciò che sei ti identifichi con il senso di separazione.

Una delle attività della Coscienza è il senso di separazione ed esso va e viene come pensiero abituale.

Esso non appartiene al qualcuno ( che non esiste e non ha quindi libero arbitrio ) ma è un pensiero con cui accade l’identificarsi fino a che c’è ignoranza di Te. In altre parole: accade l’identificarsi ed accade il non identificarsi.

Non accade a qualcuno, entrambe le azioni vanno e vengono nella manifestazione (che è Coscienza).

Credo che il punto di fondo di alcune divergenze su parole come consapevolezza( Awareness) e Coscienza (consciousness) che non sono da tutti accettate è che non sono intese in modo univoco.

Per alcuni consapevolezza è una funzione della mente e questo crea un enorme fraintendimento che spacca a quel punto il mondo non duale in due ( che paradosso meraviglioso!). Ovvero da una parte hai chi dice che consapevolezza è dualità perché una funzione del me perché parte del processo cognitivo e chi dice che consapevolezza è non dualità.

Quello che vedo è che la consapevolezza non è una funzione del conoscere, ma pura soggettività vuota di ogni contenuto. Si può essere consapevolezza senza essere consapevoli di qualcosa ( che è Coscienza) ma solo della Consapevolezza stessa. Si chiama in India Nirvakalpa samadhi.

Lo spazio della consapevolezza vuota per come viene qui intesa (che chiamo a volte anche Se’ o Silenzio o Nulla) è Mistero stesso che precede qualunque tipo di processo di Coscienza o Tutto perché la crea.

Nella Coscienza Unica si esprimono infiniti livelli, ed è in essa che accade ogni attività, inclusa l’attività del me. Essa va e viene e fino a che la Consapevolezza stessa cessa di identificarsi con quella attività e riposa in una testimonianza conscia di essa.

Nel farlo la si medita e la si trascende nel senso che si coglie percettivamente il senso della sua illusorietà. Questo accade un po’ alla volta e da qui il processo di stabilizzazione che chiede tempo per accadere, sebbene non chieda tempo vedere chi siamo. Il riconoscimento del Se’ accade e può accadere solo ORA ma il senso dell’essere un qualcuno si è formato nel tempo e chiede tempo per esaurirsi.

Dunque SI, esiste solo QUESTO. Ma il riposare in modo consistente in questo riconoscimento chiede tempo per assestarsi, dopo una iniziale apertura. Negarlo sarebbe negare un processo psichico /energetico riconoscibile laddove la Consapevolezza si sia autenticamente realizzata.

Il mordi e fuggi del risveglio, in cui un satori ti fa sentire già arrivato al Nirvana si scontra con la vita quotidiana. Viviamo davvero a partire da ciò che sentiamo vero di noi, oppure dimentichiamo che tutto accade impersonalmente quando i calli dell’ego sono pestati?

La cosa meravigliosa è che la liberazione non ha bisogno che il processo di integrazione finisca perché tu possa vedere ciò che sei. Questo processo prosegue fino a che il corpo esiste nella manifestazione, e puoi riposare in un luogo di testimonianza conscia di esso oppure di identificazione.

Se puoi testimoniare questo processo vedrai che esso non accade al Se’ ma è lo sgomberarsi di vecchie strutture legate al concetto di persona.

Più questo accade e più un senso di gioia profonda accompagna la vita, quella stessa energia che una volta si chiamava paura.

Vivere diventa una avventura da godere e non un puzzle da risolvere, senza più cercare una risposta ma vivere la risposta.

Shakti Caterina Maggi

3 Comments

  1. Frey ha detto:

    Se ciò che ha detto e scritto questo articolo è pura consapevolezza che, come tale, è consapevole di sè e dei movimenti della coscienza, che cosa sono io che sto leggendo e osservando tutto questo?
    Sono la stessa vuota consapevolezza che osserva se stessa?

  2. Roberta ha detto:

    Faccio fatica a comprendere tutto quello che c’è scritto ma una piccolissima percezione l’ho sentita …
    Ringrazio infinitamente 🙏❤

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