E’ servo chi tiene la testa bassa per paura di nuovi soprusi, chi non soccorre il fratello che viene ingiustamente accusato, chi non supporta a esprimersi liberamente anche coloro che sono di parere diverso dal suo.

E’ però anche schiavo chi sente di dover lottare contro i prepotenti e a sua volta genera violenza, chi non fa che puntare il dito senza considerare che anche lui è stato colpevole almeno una volta, chi deve esprimere a tutti i costi la sua opinione rinunciando al grande dono dell’ascolto.

Un uomo, una donna liberi sono rari. Non combattono la guerra, ma offrono pace. Non giudicano, ma comprendono che loro stessi sono parte delle ingiustizie e quindi sanano prima se stessi e solo dopo il mondo. Non chiedono e non danno amore, ma lo incarnano in ogni momento e così facendo lo condividono con chiunque. Non hanno paura di guardare in faccia i loro lati oscuri e sorridono con te dei tuoi.

Un nuovo mondo può nascere solo dall’amicizia e dalla pace, non come ideale da raggiungere, ma come punto di partenza imprenscidibile. Se non sei in pace, non lottare per essa, ma fermati fino a che non sia vera di te e poi guarda come ogni tua azione la porterà, persino in silenzio. Le rivoluzioni per strada lottano ancora contro un nemico là fuori, contro cui la gente può coalizzarsi per sentirsi vicina e poi tornare a vivere le proprie vite chiusi nelle proprie gabbie interiori ed esteriori. Un mondo nuovo invece nasce da una rivoluzione interiore, dove il nemico è visto essere solo la nostra stessa faccia allo specchio che risponde con un sorriso o uno sberleffo a seconda di quello che ci stiamo riflettendo dentro. L’altro siamo noi. Sono Io. Nessuno da odiare o da amare, ma il riconoscimento che l’ombra è solo un modo in cui la Luce puo’ diventare piu’ evidente quando l’abbiamo dimenticata. Se la ricordiamo, se ci ricordiamo che siamo quella Luce, l’ombra svanisce da sè. E’ un processo naturale.

Se non hai fiducia in tutto questo, non cercare di averne, ma accogli quel senso di ingiustizia che ti brucia dentro e invece di scaraventarlo fuori per il troppo dolore prova ad ascoltarlo. C’è una saggezza nascosta in quel dolore, che sta cercando di dirti qualcosa, ma se lo tiri fuori urlando non riuscirai a sentire la sua voce.

Viviamo in tempi di grandi cambiamenti e meravigliose opportunità. Ognuno di noi è chiamato a vivere dalla gioia e non più dalla paura e dal dolore: per farlo, è necessario che ogni forma sacrifichi la propria sofferenza e paura e la lasci andare. Solo in questo modo questo giardino meraviglioso che è la terra può tornare a brillare.

Un abbraccio a tutti voi

Shakti Caterina Maggi