Fino a che diamo ad una autorità esterna, che si chiami mamma e papà, società , ma anche un maestro, un guru, Dio e  così via l’autorità per giudicarci, o per dirci come dovremmo essere o cosa dovremmo fare, rimarremo in una situazione di immaturità, resteremo come dei bambini e come vittime di un  sistema contro cui ribellarsi, fare guerre e contestazioni oppure da pregare e di cui esaudire le aspettative.

Ciò che si è la Sorgente di quello che accade e il modo dunque in cui ci relazioniamo con esso sarà di risposta o reazione in base alla consapevolezza che si ha o meno di questo fatto. Siamo soli, non verrà nessuno a salvarci o a giudicarci. In questa Unica Coscienza non c’è spazio per io e Dio. Fino a che viviamo questa separazione anche solo a livello sottile resteranno degli spazi di sofferenza che si chiameranno sentirsi sbagliati.

Responsabilità è la capacità o abilità di rispondere a quello che accade vedendolo come un riflesso di quello che si è. Se si reagisce a quello che accade, allora quell’evento riflette l’incapacità di riconoscere che si è la Sorgente e quindi si sta mantenendo un senso di separazione da quello che c’è, come se esso nascesse da qualcosa di diverso che da se stessi. Responsabilità è dunque essere luce a se stessi, maestri di se stessi.

Se ascoltiamo questo messaggio, ovvero che siamo la Sorgente, mentre ancora ci  identifichiamo col il corpo -mente, allora crederemo di essere PERSONALMENTE il divino e ovviamente saremo completamente fuori strada. Si tratterà semplicemente di una specie di strano delirio di onnipotenza, in cui è l’ego che si appropria di questo messaggio. Allora ” l’altro” – che non esiste – diventa solo un oggetto contro cui puoi scaraventare qualunque cosa perché tanto “non c’è” e allo stesso tempo accade una auto-giustificazione egoica di qualunque cosa “perché è quello che accade”. E’ un enorme fraintendimento, in cui manca qualcosa di fondamentale. Manca l’Amore. E’ vero che tutto semplicemente accade, ma accade in se stessi. E’ un atto dell’Amore che a volte è conscio di sè  e a volte no, e quando non lo è manifesta sofferenza e separazione. Consapevolezza, Vuoto, Nulla diventano solo parole a meno che non le si incarni, e l’unico luogo dove le si può incarnare è là dove siamo.

Amore è vedere che l’altro è TE e quindi tutto quello che accade con quella forma è qualcosa che accade in se stessi. Prendersi la responsabilità di questo è includere l’altro e il mondo intero, incluso quel senso di ingiustizia o di rabbia che può provocare, ovvero significa includere ogni cosa. E questo è Amore, ovvero ciò che include ogni cosa, che la accoglie. Se puoi prenderti la responsabilità di TUTTO quello che accade nella tua Vita allora c’è la possibilità che certe situazioni di sofferenza non si manifestino o più o se lo fanno saranno accolte e trasformate. Chi ami sei tu, chi odi sei tu. Il mondo ti parla di TE.

Se puoi aprire il tuo cuore al punto tale che ogni  cosa e persona sono TE, allora davvero il tuo amore sarà divino e la tua comprensione completa. Allora potrai rispondere alla Vita di momento in momento e la Vita stessa sarà la tua risposta.

Shakti Caterina Maggi