Meditare il Sistema invece che combatterlo

Il sistema non si combatte da fuori ma da dentro, ovvero riconoscendo il sistema in te stesso e dissolvendolo nell’Amore.
Non pensare che una sola persona non basti.
Lascia che la tua Meditazione sia grande e quando sarà ampia abbastanza da contenere ogni essere vivente vedrai una fioritura dentro e fuori di Te.

Non credo al cospirazionismo.
Non credo che ci sia nulla dietra a nulla, se non Me Stessa.

Non sto dicendo che non ci siano fatti orribili che stiano accadendo sulla Terra. O che solo pochissimi abbiamo tutto e che non sia giusto.
Sto dicendo che non dobbiamo, per trovare giustizia o pace, combattere nessuna elite, o essere costretti andare a vivere in ecovillaggi fatti di capanne per sopravvivere al crollo della civiltà.

Credo negli uomini e nelle donne che sanno prendere la propria ombra e trascenderla, guardandoci dentro e trovando il coraggio comunque di sorridere.

Credo che un nuovo mondo sia possibile, se il cambiamento accade dove siamo. Possiamo avere paura e combattere, o amare e trasformare nella non-azione tutto quello che incontriamo.

Perché quando lotti per la pace o contro l’ingiustizia crei solo altro conflitto. Se ti indigna quello che accade, non attaccare o creerai altra tempesta. Piuttosto accogli quel fuoco e fattene bruciare.

Sii in Pace e offrila.
Shakti Caterina Maggi

2 Comments

  1. Valerio ha detto:

    Ma lei è proprio sicura di quello che ha scritto? Non pensa che forse è un po’ troppo “schiava” del suo maestro interiore che le dice di accogliere tutto? Non pensa sia un po’ troppo individualista questa visione? Lei sa che è una privilegiata, che è stata presa dal suo maestro interiore e sbattuta qua e la senza capirci nulla, per poi riuscire a dire ciò che vuole? Il suo privilegio non è la Verità: è il suo privilegio e basta, il “dio” cui si è votata, il culto cui è stata iniziata. Il mondo però gira diversamente da balli, danze, belle parole di amore universale. Si tenga il suo privilegio senza cercare proselitismo come i cattolici del cinquecento. C è gente, fuori dal difficile mondo di pace della Shakti, che combatte per il cibo, combatte per la giustizia, contro soprusi, per una casa, per la terra, per la vita. Loro non possono accogliere, devono pensare a vivere. Loro non sono iniziati, non sono privilegiati, loro non possono neanche pensare all amore universale, e non fanno ritiri spirituali. Non la invito a scendere dal piedistallo e venire nel mondo, a sporcarsi le mani ed opporsi al suo maestro, a rinunciare al suo privilegio. La invito però a prendere coscienza che pontificare su una sedia bianca davanti ad una platea, su internet o dove sia, è un compito di cui chi soffre non sente benefici, qui ed ora. Buon viaggio, con rispetto
    Valerio

    • Shakti ha detto:

      Ciao Valerio!

      Vivo nel mondo in cui vivi tu, respiro la stessa aria, incontro gli stessi conflitti. Il mio non è certo un invito a staccarsi dalla vita, anzi, ma a cercare un punto di vista o una posizione interiore sulla vita che non sia quella di lottare o opporsi. Condivido quello che vedo e vivo, tutto qui, mi sembra che tu abbia un po’ di pregiudizi parlando senza sapere di cosa effettivamente si incontri o trasformi in questi eventi. Di certo non è un culto o una religione. Non ci sono proseliti o discepoli. Insomma ti sei fatto una idea che non corrisponde a quello che accade, possibile che gli occhiali che stai usando per leggere hanno quei contenuti. In ogni caso grazie di aver scritto.

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