L’abbraccio dell’Assoluto che include ogni cosa

Photo by Sven Hoppe [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)]

Tutto è Brahman, persino l’illusione che tutto non sia Brahman. Questa è la porta verso una compassione assoluta.

Quando intravediamo la nostra natura Assoluta, potremmo avere la tendenza a negare ciò che apparentemente non è vero, invece che semplicemente riconoscerlo come parte di una manifestazione più densa del Sé. L’ignoranza esiste nella verità non come negazione di essa, ma come manifestazione meno complessa e onnicomprensiva. Allo stesso modo potremmo dire che il senso di separazione e sofferenza non sono l’opposto della Verità, ma una visione parziale di essa.

Una comprensione più incarnata della Verità implica la possibilità di non escludere una visione meno profonda della Vita, ma la capacità di connettersi consapevolmente a un diverso punto del vero Sè, come parte di una visione più ampia in cui tutto è visto come perfettamente intrecciato. Ciò conduce a una compassione verso ciò che sembra falso e alla possibilità di vederlo come il tentativo della Verità di conoscersi consapevolmente.

Su una scala più grande un livello relativo è l’Assoluto che si sta mostrando nella manifestazione. Tutto ciò che sembra relativamente vero – come il tempo / spazio, il libero arbitrio individuale e la causa / effetto – è in realtà il modo in cui la Realtà Ultima si manifesta e sperimenta se stessa. Tempo / spazio, causa / effetto, libero arbitrio / destino esistono come solo un punto di vista dualistico / soggettivo, non nell’Assoluto. Allo stesso tempo la Vita è l’Assoluto che sperimenta un punto di vista relativo / soggettivo di se stesso!

Di per sé la Realtà Assoluta non si manifesta mai, ma appare come tutto ciò che esiste. Mentre osservi tutto ciò che esiste come azioni separate, la nozione di tempo e spazio o causa ed effetto mostrano un punto di vista del vero Sé … che si frammenta per essere comprensibile. Come i colori di un prisma proiettati su un muro, ogni colore appare singolare e autonomo nel suo movimento, ma guardando invece il prisma – e non i suoi riflessi – si colgono semplicemente le molte sfaccettature della gemma divina. In Dio noi tutti esistiamo come Uno.

Nella Realtà dell’Essere, tutto è una sola azione, un solo universo. Questa Realtà Assoluta è in effetti ciò che possiamo chiamare Dio, non come un’entità che sta sopra ogni cosa e la governa, ma come la condizione a priori in cui tutto esiste. Non è da chiedersi se Dio possa esistere o no, è la nostra concezione dualistica di Dio che non esiste. Non dovremmo dubitare della sua esistenza, ma della nostra esistenza come entità separate.

La dualità è la Danza del Divino che si manifesta. L’illusione della dualità è quindi vista dall’Assoluto, si manifesta come Assoluto, attraverso l’Assoluto. Non c’è una Verità che contraddica gli altri punti di vista, come sembra essere nella prospettiva duale, ma una Verità assoluta che li include tutti. Nel sovrapporsi di ogni punto di vista e nel loro mescolarsi si dissolvono in un inesplicabile, ineffabile Mistero dell’Essere.

Possano tutti gli esseri riposare consapevolmente in questo abbraccio divino, sapendo che la Verità è la nostra natura e il suo riconoscimento la nostra destinazione.

Shakti Caterina Maggi

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