Il Risveglio non è un’esperienza

Trascrizione satsang ottobre 2015, Roma

“Ciò che stai cercando non è un’esperienza di picco, anche se la mente spirituale crede di sì, crede proprio che ti debba succedere qualcosa che non ti è ancora successo e che si chiamerà risveglio. Cerchi segni di questo qualcosa nella tua vita interiore: “sì, sto cominciando a perdonare mia madre, mio padre, adesso sono distaccato nelle relazioni, mi sto lasciando andare, sto vedendo l’unita di tutte le cose etc “… questa idea di aver raggiunto il prossimo obiettivo diventa un po’ come il bastone con la carota per l’asino e cambia continuamente! Questo mese è il perdono di tua madre e domani il distacco dal tuo guru e così via. In realtà non ti manca assolutamente niente perché ciò che stai e cercando è ciò che sei… però è così quieto, silenzioso, immobile! Non arriva su un raggio di luna dicendo con delle grandi ali d’angelo “benvenuto in paradiso”! E’ qualcosa di estremamente ordinario, è più che ordinario, è più vicino a te del tuo stesso respiro, del battito del tuo cuore, non è speciale! E’ prezioso, perché senza quest’immobilità che sei niente esisterebbe, però non è speciale. Il riconoscimento  quindi di ciò che sei non accade alla gente speciale, non hai bisogno di diventare speciale!

Questa verità è semplice, ordinaria è lì sempre, da sempre, in ogni esperienza della vita: la più drastica, la più drammatica, la più divertente e esilarante, la più commovente. Questa verità è qui, come ciò che contiene e dà origine a ogni esperienza, come ciò che testimonia ogni esperienza. E’ il vero Te, sei tu! Quando corri di qua e di là per ottenere la verità, la perdi di vista, perché immagini che sia un’esperienza e quindi non la vedi! Ed è molto, molto, molto profonda questa convinzione che la verità sia un’esperienza, ne sei profondamente convinto.

È molto forte questa convinzione perché veramente ti è stato fatto credere che sia così, che sia qualcosa che devi ottenere, per cui devi lavorare sodo; invece quest’immobilità è ciò che guarda attraverso i tuoi occhi, che ascolta queste parole attraverso le tue orecchie, è il qui ed ora di questo momento, è lo sfondo e anche ciò che è in prima linea nel manifesto… non lo puoi perdere perché la sei! Puoi perdere tutto: i capelli, il marito, la moglie, ma non puoi perdere ciò che sei, quindi non lo puoi trovare… ecco perché non l’hai trovato fino ad ora! Non puoi trovare una cosa che sei, la puoi riconoscere come già presente, ma non la puoi trovare! Se pensi di aver trovato qualcosa sei su una una strada sbagliata tanto quando pensavi di non averlo trovato ancora. Il mondo è pieno di gente che  ha trovato la verità e che cerca di vendertela e loro sono persi come te quando pensi di non averla… c’è un mercato: loro ti vendono una cosa che tu non hai, ma al massimo ti daranno un esperienza! Non ti possono dare ciò che sei, nessuno che abbia onestamente scoperto che è verità può dirti che è un’esperienza, non è un’esperienza, è il tuo diritto di nascita.

Quando ho visto ciò che sono la prima volta tredici anni fa, il primo pensiero che è salito è stato: “come ho fatto a non vederlo prima?!” e poi una risata, una grande, grossa, risata. Non puoi trovarlo, sei tu, è qui! E’ qui mentre dai l’acqua alle piante, mentre passi l’aspirapolvere, mentre lavi i piatti, mentre parli con il tuo collega, mentre guidi nel traffico, nelle cose piccole e grandi della tua vita… questa verità è presente come uno sfondo immobile in cui tutto succede. Ogni cosa che accade è ascoltata dal Silenzio del tuo Essere.  Quanto è lontano da te questo il Silenzio? È te, è io, è l’unico Silenzio che vive attraverso queste forme e le anima, ed è ciò che sei! Non va via e non cambia con il tempo che passa, la mente e il corpo cambiano, ma non questo silenzio. La mente e il corpo sono il tuo vestito temporaneo, come un’automobile per andare in giro, per fare esperienza del mondo. A volte dico: ”il corpo-mente è la macchina per sognare”, perché attraverso il corpo-mente fai esperienza di Te, fai esperienza del sogno della vita. Ad un certo punto la macchina per sognare si rompe e per qualche motivo non riesci più ad aggiustarla e quindi viene rottamata e muore. E il sogno continua attraverso tutte le altre macchine per sognare, poiché il Sognatore non muore mai, poiché il Sognatore non è mai nato, perché la vita non muore mai, perché la vita è solo vita ed esiste sempre, ora! La Vita è ciò che esiste attraverso la forma umana, vive attraverso ogni cosa e ogni cosa è manifestazione di questo Silenzio… ogni cosa quindi a livello ultimo è Te. Non solo è Te, è fatta di Te, così come la sostanza di un sogno è fatta della stessa coscienza del Sognatore. Così quest’istante è composto dalla Coscienza, quest’istante sei Tu. Letteralmente quest’istante è vuoto in movimento, Silenzio che vibra che appare come questo.

Tutto quello che cambia, che si muove è la tua canzone. Per questo si chiama universo, un unico-verso, un’unica canzone, e noi siamo – come forme – le note di questa canzone. Tutto lo è, tutto è unica vibrazione che canta; se avessimo gli strumenti adatti potremmo vedere che tutto è frequenza. Il corpo è frequenza, il cuscino su cui sei seduto è  frequenza, il suono della voce è una frequenza, sembra solido ma non lo è. Perché è un film in 3D veramente ben fatto in cui tu sei l’attore, il regista, lo sceneggiatore, il costumista, il direttore della fotografia, il trova-cose…. tutto questo solo per fare esperienza di Te. E’ incantevole, è un incredibile regalo che ti sei fatto, hai creato tutto l’universo solo per sapere che esiste e farne esperienza . A volte dico “tu sei il divino che fa esperienza di essere umano e nel fare esperienza di essere umano credi di dover diventare divino”. Che paradosso! Quando riscopri ciò che sei, ti godi quest’umanità al cento per cento. Una delle cose che crediamo quando pensiamo di dover trovare questa verità è che crediamo che il corpo-mente debba cambiare prima per poterla vedere, crediamo di dover diventare più illuminati,più buoni, più santi, più risvegliati. Crediamo che il personaggio che pensiamo di interpretare debba cambiare perché possiamo vedere chi siamo, ma sarebbe come dire che i personaggi di un romanzo devono essere in un certo modo perché lo scrittore scriva il romanzo. Non è così! Il personaggio che credi di interpretare continua ad essere un personaggio anche DOPO che hai visto chi sei. Per esempio, questo personaggio chiamato Shakti ha certe caratteristiche e non può fare cose che non sono tipiche del suo personaggio a meno che non sia scritto nella storia che il personaggio cambi e allora lo fa… ma tende ad avere una sua coerenza, perché non sarebbe altrimenti bella la storia stessa. Se ad un certo punto il personaggio Shakti fosse completamente differente la storia deve raccontare questa sua evoluzione, affinché la storia abbia un senso.

Eppure allo stesso tempo qualcosa cambia dopo il risveglio, è innegabile che qualcosa cada.  Perchè? Perchè quel personaggio è mosso dalla coscienza del Sognatore, se il Sognatore vede chi è, allora il tutto il  sogno cambia di conseguenza. Questo non significa che hai bisogno cambiare il personaggio per vedere chi sei, ma se vedi chi sei… il personaggio cambia. Vedi, molti di noi vanno a fare una ricerca spirituale, un cammino spirituale perché  pensano di dover cambiare se stessi per poter trovare felicità, o pace o serenità e a volte identificano questa pace o serenità con la parola risveglio o illuminazione. Ma anche quando non hai mai sentito questa parola o non te ne importa niente, ciò che cerchi è pace. Solo che la pace non la troverai modificando il personaggio, la pace la troverai vedendo che NON sei il personaggio, che il personaggio è una delle tue creature e non è ciò che veramente sei… non è così importante cos’è che fa o non fa… quando cogli questo allora arriva l’accettazione, autentica, totale, completa accettazione, non perché il personaggio ha accettato qualcosa, ma perché hai visto che non poteva essere differente.  Hai visto che era prezioso così com’è, anche quando sembrava essere cattivo, stupido, ignorante, vendicativo, rabbioso, aggressivo ed era necessario che lo fosse affinché l’ intero sogno, l’intera storia funzionassero bene.

Tutto cospira per il tuo risveglio, ogni cosa… il bene e il male sono soltanto pennelli nelle mani di Dio per mostrarti cosa sei, quindi non hai bisogno di purificare te stesso, non hai bisogno di cambiare quella che chiami la tua personalità, ma solo vedere che tu sei ciò che la testimonia. A quel punto  molto probabilmente il cambiamento  avverrà, ci sarà tanto cambiamento quanto più quel personaggio era influenzato da un condizionamento pesante. Più tu che sei il Sognatore avevi imparato delle cose sbagliate su di te attraverso quel condizionamento, e più con il risveglio questo condizionamento cadrà, perché non puoi mantenere delle menzogne su di te. Più era forte il condizionamento, più il personaggio cambierà. Alcuni hanno ricevuto un condizionamento più sottile e quindi quel personaggio avrà un cambiamento meno drastico; ma davvero non c’è niente che non vada in te, sei perfetto al 100% non c’è niente che devi cambiare, anche perché non è come sei che è la fonte della tua infelicità ed è invece quello che la mente profondamente pensa che tu sia che crea ignoranza…  la mente profondamente pensa che il personaggio debba cambiare per vedere che risvegliarsi, che debba cambiare per avere pace, e questo non è vero.

Non puoi cambiare il personaggio a partire dal personaggio, però quel cambiamento può accadere: pensaci un attimo, per quanto tempo hai cercato di cambiare quel lato della tua personalità o magari un certo aspetto? Piano pian è cambiato, ma non è cambiato perché hai lottato, perchè ti sei sforzato, ma forse perché hai amato, perchè si è aperto il cuore e  qualcosa si è trasformato. Quella è pace, pace è qualcosa che accoglie tutto, che non interferisce, che non chiede niente e che lascia che sia. Non è passiva, non è nichilista  o piena di rassegnazione… questa pace è piena di creatività totalità, passione. Così com’è il corpo in questo istante – con tutti i suoi inghippi blocchi contrazioni – è testimoniato da qualcosa che vede quel meccanismo che chiami te stesso.  Tu sei ciò che testimonia non il meccanismo, non il personaggio! Lascialo in pace quel personaggio, guarda come lo tormenti, come lo vorresti sempre diverso, non lo lasci mai in pace e soffri.

Tu sei ciò che lo testimonia, non importa come sia il personaggio: lo puoi amare così com’è e come tutto il resto nel mondo… quando lo ami si trasforma, perché quell’amore illumina, è l’amore che trasforma.. e quell’amore è lo sfondo, è questa pace… ecco quello che trasforma tutto quanto. Quando lotti contro quel personaggio che credi di essere hai sempre in mente un modo in cui le cose dovrebbero essere e anche quando le cose sembrano che stiano andando in quella direzione sembra sempre che manchi qualcosa. E’ la mente spirituale che fa la guerra alla mente spirituale.

L’amore non sa niente di tutto questo: è incondizionato. Il che significa che comprende tutte le condizioni: l’antipatia, l’odio al gelosia, l’invidia, l’arroganza. Tutto è permesso… questo è il grande dono dell’amore che permette a tutto di esistere ed è già così. Ecco perché c’è già salvezza, è già così, è già vero. Può accadere che lo si scopre di nuovo e allora non c’è che amore profondo per te, per il mondo, per ogni cosa e accade un rilassamento profondo. Quando all’inizio vedi questa cosa di solito dura poco due secondi due minuti, se sei fortunato qualche ora, i più fortunati qualche giorno. Di solito pochi istanti e poi subito dopo quella contrazione, il me, torna. Lo fa sempre e a quel punto dici che l’hai perso e non c’è più. Pensi di aver perso questa verità e quindi ti metti a ricercarla di nuovo. La mente torna dopo il primo momento in cui vedi chi sei, lo fa sempre ed è inevitabile che tu creda a quel punto di dover cambiare qualcosa di te stesso o delle circostanze in cui sei per ritornare ” lì “. Come se la verità fosse da un’altra parte! Questa ricerca continua di cambiare le condizioni per ritornare ” lì ” è inevitabile, perché quando torna la mente pensi che ciò che sei abbia avuto un’esperienza di risveglio. In realtà in quel momento non stavi avendo un’esperienza, in realtà in quel momento non stavi avendo niente, tu non c’eri e non stavi avendo assolutamente nessuna esperienza! Eri presente alla non-esperienza del tuo essere, tutto qui.

Tu puoi avere l’esperienza di ascoltare questa voce, di volere una tazza di caffè, di avere sonno, di avere fame, qualunque esperienza, ma non puoi fare esperienza della verità perche la verità non è un’esperienza. La verità è ciò che testimonia l’esperienza, non è una cosa. Guarda come la stai perdendo completamente di vista anche adesso, ci sono un sacco di distrazioni, un po’ di movimento, di cose che succedono e la tua attenzione va completamente su quello che succede e va via da ciò in cui succede quello che succede. Quindi, cosa accade in quel primo momento in cui vedi chi sei? In quel primo momento in cui vedi chi sei accade che l’attenzione torna a se stessa, torna a questa non-esperienza e vedi che SEI questa non-esperienza che testimonia l’esperienza. Pensaci un attimo, come fa ad accadere il silenzio? Non può accadere il silenzio, non è un’esperienza: anche mentre te lo dico alcuni di voi comprendono quello che sto dicendo e alcuni di voi non comprendono assolutamente quello che sto dicendo, eppure se tu comprendessi questa semplice frase, avresti capito tutto. Non può succederti, perché è ciò che sei non può succederti  è già presente, non è un’esperienza.

Quindi quando torna la mente, che è un’esperienza, cosa dice quell’esperienza chiamata mente? “È tornata la mente, devi cercare di nuovo.” E tu che sei il testimone di quell’affermazione, di quel pensiero che è mente, ti identifichi con quel pensiero e credi di dover trovare di nuovo qualcosa… e cosa fai? Ti ricordi delle condizioni in cui quel primo satori , quel primo glimpse, quel primo risveglio, sono accadute e ti dici: “se ricreo quelle condizioni, quella cosa chiamata ‘esperienza di verità’ tornerà” …. ma mentre succedeva, per così dire, questa famosa esperienza di verità non c’era esperienza, non c’era niente di nuovo, era chiarissimo che non era quello che stava accadendo il punto… semplicemente tu non c’eri, c’era solo questo. E quando i tentativi della mente di ritornare lì falliscono  – perché per fortuna lo faranno – ecco che per un attimo accade un lasciare andare. Un lasciare andare che tu non puoi fare, e di nuovo c’è solo questo! E questa volta magari resti in questo vedere un po’ di più, e poi di nuovo torna la mente e quando per la milionesima volta torna la mente comprendi che NON IMPORTA che la mente torni, perche tu sei ciò in cui la mente va e viene.

Non importa se il senso di contrazione ritorna, non importa se il me ritorna, perché quando ritorna non ritorna per nessuno… è solo un’altra esperienza di cui tu sei il testimone. Questa è liberazione, è liberazione DALLA persona non della persona! Il ricercatore spirituale cerca la liberazione della persona, cerca la trasformazione della mente, dell’ego, del me e soffre sempre.

E non è obbligatorio soffrire… questa è la buona notizia: non sei obbligato a soffrire, non sei obbligato a credere alla mente, a tutto quello che dice… anche quando dice che sei illuminato sono solo frottole, sono parole nella testa. Quando il cane abbaia per chi abbaia? E’ una domanda senza senso, abbaia e basta così è il senso del me. Quella contrazione che chiami te stesso quando torna, non torna per qualcuno, non appartiene a nessuno! Tu sei il testimone e il creatore di ogni cosa, non un’esperienza, neppure un’esperienza mentale! Trova quel silenzio che testimonia quest’istante e avrai trovato qualunque risposta a qualunque domanda. Quando sarà possibile risiedere in questo silenzio, quando questo silenzio sarà la cosa più preziosa per te, più dell’aria che respiri, allora potrai permettere alla vita di accadere senza preferenze e per la prima volte la potrai amare e gioirne”.

Shakti Caterina Maggi

trascrizione satsang Roma ottobre 2015

5 Comments

  1. Luisa ha detto:

    meraviglioso : Grazie

  2. di-ego ha detto:

    illuminante senza che nessuno si illumini.
    grazie …

  3. Giuliana ha detto:

    quando ho iniziato a leggerlo, mi è partito un pianto a dirotto che non ho voluto fermare, fino alla fine della lettura……..
    Grazie infinite di esistere

  4. Uberto Neri ha detto:

    Cara Sharti, ho riletto questo satsang recentemente e non a caso lo avevo salvato sul mio dektop perchè sapevo che dovevo rileggerlo al momento giusto. Devo dire che l’accurattezza con cui esponi i contenuti non ha euguali nella capacità di raggiungermi attraverso i miei schemi mentali e la cosa mi stupisce e mi commuove.
    Quando dici: “Ciò che stai cercando non è un’esperienza di picco, anche se la mente spirituale crede di sì, crede proprio che ti debba succedere qualcosa che non ti è ancora successo e che si chiamerà risveglio.” be, questo mi tocca e mi riguarda profondamente, anche se non mi sento quello che pensa che debba lavorare sodo per ottenere la così detta illuminazione, almeno a livello conscio.
    Nella mia vita, credo di aver avuto della esperienze di picco, fin da bambino, ma l’ultima accadde a Phona l’ultima volta che ci sono stato, dove passai circa tre mesi con Meera, che come sai recentemente è tornata a CASA, si parla ormai di circa 22-23 anni fa. Una sera mi accadde che ad un tratto, sul letto della stanza che avevo in affitto e dove ero in compagnia di Paritosch, incomincia a ridere molto intensamente e non riuscivo a smettere e improvvisamente tutto era chiaro e limpido e più lo vedevo e più ridevo e continuai così fino all’alba, con brevi pause in cui mi prodigavo a tranquillizzare Paritos, che non stavo male ma al contrario benissimo. Infine la mattina esausto piano piano tutta la consapevolezza svanì. lasciandomi vuoto e con un sentimento di beatitudine che però non riusciva a tradurre nella mente i contenuti della coscenza in concetti chiari e definiti. Tuttavia lasciai l’india e Paritosh con la convinzione che avrei iniziato a fare satsang appena arrivato in Italia, ma c’era in questo pensiero una vena da furbetto che andava spenta ed infatti quando tornai a casa una fitta serie di fatti avversi cancellarono completamente ogni mia velleità. Ecco perchè ancora ora in qualche modo credo che debba, è vero, accadere qualcosa che come dici tu: “”Quando ho visto ciò che sono la prima volta tredici anni fa, il primo pensiero che è salito è stato: “come ho fatto a non vederlo prima?!” e poi una risata, una grande, grossa, risata.”” che come vedi potrebbe benissimo essere la descrizione della mia esperienza, ma io in te ed in altre persone, come in Anando (che seguo con attenzione) sento qualcosa che io non ho e che quindi attendo. Qualcosa che stabilizzi la consapevolezza di ciò che sono veramente e che sappia comunicare agli altri la vera natura della vita, attingendo da dentro e non a concetti in cui la mente traduce tutto. Come dici tu, il personaggio resta con la sua storia e forse il mio è più ingombrante e non riesco a lasciarlo andare. Condivido tutto quello che dici nel modo più profondo che posso e la mia mente fa suo tutto questo, ma non è lo stesso che parlare da dove siete voi che sapete in modo certo, indubbio, saldo quello che comunicate agli altri. Perlomeno questa è la mia impressione. Allora, allora mi accorgo che anche adesso stà svanendo quella lucidità che mi ha permesso di comunivare con te la mia esperienza e così finisco lasciandoti con tutto questo e sperando che una tua parola mi possa aiutare.
    Grazie,
    Namastè

    • Stefano Vuan ha detto:

      e se svanisce….. che cosa c’è che non va? Ti sei impossessato di un’esperienza e ritieni che questa lucidità sia la cosa migliore, la vuoi di nuovo perché ti sei attaccato a quello che credi uno stato di beatitudine, ma lo stato di beatitudine è qui ora, se non c’è conflitto, se arriviamo a restare aperti, allora è qui.

      Se sai …… allora devi ancora imparare!

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