Essere qui

Nel mondo spirituale esiste una grande confusione tra quale sia l’obbiettivo della ricerca stessa.

Molti si approcciano a questo ambiente nella speranza di trovare una risposta al malessere e alla sofferenza che accompagnano la loro vita, per risolvere conflitti che si ripetono nelle varie aeree della nostra esistenza, siano esse lavorative o affettive o sociali.

Di solito il primo passo lo si compie verso la psicologia, nella speranza che trovando una ragione o un motivo nel passato si trovi una chiave di risoluzione dei conflitti del momento presente.

Ovviamente questo tipo di indagine puo prendere un notevole numero di strade e tutte esse alla fine terminano con un fallimento. E’ infatti evidente che non esiste nella storia dello ieri un motivo di dolore che si presenta oggi perche la storia di ieri e’ comunque e solo una storia. Anche la storia di oggi e’ solo una storia e non appena l’ attenzione si distoglie da essa, anche solo per un momento, ci si accorge che quel malessere non dipende dalla storia che modifica continuamente personaggi e situazioni ma che resta e’ solo il richiamo di un dolore che le sta dietro. La storia – inclusi i tentaivi di porre fine ad essa – e’ solo l’eco mentale di quel dolore.

Non appena ogni tentativo di trovare il bandolo della matassa nella storia finisce, ecco che l’attenzione puo ricadere in tutto e per tutto sul dolore, sul sentire quel dolore, quel senso di separazione dal mondo, quella paura. A volte esso puo esse cosi intenso che la mente proietta scenari di suicidio piuttosto toccarlo: il messaggio e’ corretto, si deve morire, ma non e’ il corpo che deve andarsene solo il suo immaginario occupante.

Fino a che si lotta con quel dolore e con la paura che lo accompgna, fino a che si cerca di venire a termini con esso, la sua morsa si fara’ sentire. Magari per un po lo si tiene a bada, amori, amici, lavoro o persino tecniche di meditazione, ma poi fara di nuovo la sua comparsa e allora sembrera’ che davvero non sia servito niente a nulla. Sono segnali che il momento della resa si avvicina.

Il punto e’ che quel dolore e paura devono solo essere sentiti: sono la porta necessaria per tornare a vivere da quella gioia che ricordiamo intuitivamente esistere, quella pace che si rincorre in ogni momento attraverso oggetti e avvenimenti della nostra vita.
Quando quel fuoco avra’ finito di bruciare esso lascera’ al suo posto uno spazio vuoto proprio la’ dove l’immaginario abitante di quelle storie e proprietario di quelle emozioni abitava.

Quello spazio vuoto e’ la pace che andavamo cercando. E’ il contenitore di tutto quello che accade, sia esso apparentemente esteriore o interiore. Il dolore e la paura che venivano sentite nascevano dal sentirsi separati da questo vuoto che e’ la nostra vera natura, la nostra casa originaria. Quando quel tornare a casa accade per la prima volta ci accorgiamo che al di la’ di quali siano gli avvenimenti della Vita essi sono solo il riflesso dei luoghi in cui siamo in pace oppure in cui ancora esiste senso di separazione e paura. La Vita allora e’ vista per la prima volta solo come un riflesso della propria Coscienza e non piu come un mondo alieno e distante da cui proteggersi o con cui combattere o da risolvere e pacificare. Essa e’ solo un sogno di cui siamo il Sognatore.

La vecchia abitudine di vedersi come separati da quello che accade puo tornare, ma dato che colui o colei che la reclama e’ stato scoperto essere solo una chimera, le storie muoiono con rapidita e il fuoco brucia quei carboni ancora accesi.

Silenzio e’ la nostra vera natura, sempre, anche nel mezzo della tempesta. La gioia si irradia da quel Silenzio quando la tempesta si calma, fino a che il vento non ha spazzato via tutto quello che ingombrava quello spazio vuoto, ogni difesa e strategia per non toccare di nuovo l’intimita con questo momento. Viviamo in tempi di grande cambiamenti e stravolgimenti in cui ognuno di noi e’ chiamato a ardere in quel fuoco e lasciare andare il dolore e vivere di nuovo dalla gioia del nostro Essere.

L’obiettivo della vita spirituale e’ solo quello di essere noi stessi, l’obiettivo e’ presente in ogni e ciascun momento come questo spazio vuoto in cui il corpo e la mente si esprimono facendo esperienza della Vita stessa. Non siamo esseri umani alla ricerca di Dio, siamo Dio che fa esperienza dell’essere umani. Non c’e’ nulla da cercare, nulla che sia perduto. Siamo gia qui, siamo il QUI di questo momento.

Benvenuto in Paradiso. Se ti sembra di essere ancora all’inferno non temere: quelle fiamme ti arderanno vivo fino a che solo l’oro puro della tua essenza restera’.

Shakti Caterina Maggi

1 Comment

  1. Micaela ha detto:

    GRAZIE <3

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