Accogliere le parti perdute di Te

 “Quando la tua delicatezza, le parti più fragili di te finalmente emergono, esiste questa vecchia abitudine di volgere la tua attenzione all’esterno, ad altre persone ad esperienze, per trovare un conforto o sostegno. Sono certa che sappiate di cosa sto parlando. Siamo qui, l’energia comincia a salire, queste parti di te nascoste, inconsce, messe in cantina cominciano ad avere la possibilità di emergere consciamente, e tutto quello che cercheresti è un po’ di pace. Ma queste parti stanno emergendo perché tu possa trovare pace. E il Silenzio che sei è l’unico che le può accogliere.

Si tratta di trovare uno spazio in te che possa abbracciare questa delicatezza, questo dolore. Dal Sé accogliere l’ego, il me. Quando eri un bambino hai dovuto mettere a tacere quelle parti, e da allora ti manchi, non sei intero. Adesso hai l’opportunità di tornare ad essere intero, hai l’opportunità di tornare ad abitare tutte le parti di te, consciamente. Accoglierle consciamente. Questo è quello che stiamo facendo , ci stiamo accogliendo a casa, stiamo accogliendo tutte quelle parti di noi doloranti e difficili a casa.

Non si tratta di aggiustare il dolore o di scrivere un nuovo finale alla tua storia , solo di accoglierla così com’è. E questa è guarigione, e questo è amore. E’ molto diverso da quando immaginiamo di lavorare su noi stessi come se fossimo un’entità separata. Quando tu lavori sulla personalità come se tu fossi un’individuo separato cerchi di modificare quelle parti, vuoi creare una versione migliorata di te stesso, più illuminata, più risvegliata, più forte. In realtà lo fai perché hai paura di quella debolezza, di quella fragilità. E… non funziona, ho visto persone cercare di aggiustare la personalità dalla personalità e non funziona, hanno solo spostato il loro mobilio altrove, nella loro stanza interiore.

E’ solo in questa accoglienza cosciente di te che quelle parti trovano riposo, sono solo energie che non sono state potute essere accolte quando eri un bambino. Salgono, la coscienza che sei realizza che non è il luogo opportuno per poter esprimere quelle sensazioni, perché è pericoloso, perché non è appropriato, perché non c’è nessuno che ti può ascoltare, e allora rimangono lì. E cominciano a orbitare intorno ad un punto immaginario che chiami te stesso, e quando ci sono le situazioni giuste le butti fuori, scatti. Fuori, che in realtà sei sempre tu, nell’inconscio, e di nuovo in te. E questo è il meccanismo ripetitivo della tua vita, dove ancora e ancora e ancora crei ciclicamente situazioni similari in cui risperimenti la stessa sensazione e ti senti senza via di uscita, ti senti bloccato e incastrato. In realtà stai facendo esperienza di quel blocco.

Ma tu non sei incastrato, stai facendo esperienza di una ciclicità che torna e torna e torna e torna, perché non c’è uno spazio sufficientemente ampio e accogliente per poter permettere a quella sensazione di salire e dissolversi. Ecco perché è così importante innanzitutto riconoscere che noi siamo questo Spazio di silenzio, questo Vuoto che ascolta, e da qui, da questo Spazio di Silenzio che siamo, ci possiamo permettere di accogliere qualunque cosa. Senza più dover fare affidamento ad un oggetto esterno che ci ascolti, che ci accolga. Noi carichiamo la nostra famiglia, i nostri amori , i nostri amici del compito di accogliere questa energia, ma non lo possono fare, solo Tu, in quanto Silenzio, lo puoi fare. Il più perfetto degli amanti non lo può fare. Ma Tu puoi, ed è questo -credimi- che desideri, Tu desideri accoglierti”.

 

Shakti Caterina Maggi

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